martedì, settembre 29, 2009

IL FANTASMA
Dedicata a Letizia Leone, cara amica ed eterna poetessa


Terra salmastra, acqua rocciosa.
Attesa sulla riva marina amata da tutti.
Orme occupate dal corpo.
Colpevole d’insonnia,
un uomo si ferma ad inseguirne il suono
canto ancestrale di indiani rosati.
Echi veloci razziano, crude condanne pensano.
Piovono punti esclamativi
bastoncini di salice rosso.
L’uomo si chiude;
ginocchia su fronte.

La mente risfoglia foto d’età.
Torna ragazzo, bambino, embrione.
Sorride, piange, invoca l’amore.
Di fuori il maligno prepara le ombre,
si muovono dentro l’aiuto del vento.
Gli ulivi animati graffiano il buio.
L’uomo sparisce nell’alba credente.

martedì, settembre 22, 2009

COMPAGNIA



Esiste una connessione eterogenea
che rende l’oggetto padrone di cose
e l’anima schiava di vita.

Il poeta ne stabilisce la valenza esistenziale.
Non gli interessa sapere
che in autunno le foglie cadono
e che d’inverno l’acqua piove senza sosta.

Egli è già acqua.
Egli è già foglia.

Usa l’appunto universale,
che fiorisce in ogni singolo miracolo.
È la voce delle età in perpetua presenza.

Visse ora e crescerà nel prossimo passato:
Dio ha creato i poeti per sentirsi meno solo.

venerdì, luglio 03, 2009

JAMES DOUGLAS MORRISON (Père-Lachaise)


Friggono le ossa ribelli
di un angelo in guerra col dio-sé.
Cosa rimane dei grandi clamori
delle donne amate e delle droghe offese.
In questo campo forse santo,
anche le tue gesta sembrano scansare la gioia.
È il luogo che fa la morte
o è l’uomo a fare la vita?
Poggio la schiena su una tomba complice
che mi cantava già da lontano.
Margherite e rose, lacrime floreali.
Coperte vegetali a scaldare il figlio dei fiori,
che dagli inferi divini mi invita a far chiasso.
Un gatto dal collare umano
sovrasta la fame che lo muove,
sorvegliando le note dell’uomo serpente.

lunedì, febbraio 16, 2009

CONTADINANZA
(Iago)


Anche quest’alba mi tratta da amico.
La notte ha lasciato i campi
colmi d’acqua benedetta.

Gli uccelli palustri danzano felici,
sul fango che dona la vita.

La campagna è una sorella sincera,
che non giudica chi sei
ed accetta ciò che fai.

Porto la mia attenzione,
nei pressi di un piccolo lamento felino
e quando lo accolgo nelle mani,

rendo omaggio all’infinita Devozione
che mi ha donato l’umanità terrena.

venerdì, dicembre 05, 2008

Il biancospino(Iago, premio Fonopoli 2004)

Il patriarca vuole i suoi quadri appesi alle mie pareti.
Ma io ascolto, osservo ed aspetto.
Il parco dei sogni è invaso da illusi giardinieri
che decidono le sorti della libertà.
Il vento parla di battaglie da combattere
e di cuori da uccidere.
E' tempo di cambiare le leggi.
I controllori sono ben nascosti
e tramano nell'oscurità,
pronti a distruggere
quello che i loro sensi non comprendono.
Vita da finto felice,
è per chi pulisce i suoi occhiali
e prenota un posto per l'obitorio.
La lista è lunga.
Nel parco dei sogni,
il biancospino resiste ai veleni
ed ai fuochi accesi dai dormienti.
Nessuna musica ne' poesie per la loro vacuità.
Il prato è pieno di disperati in cerca del potere,
sogno ambito per gli schiavi d'immagine.
Ignoranti e senza conoscenza,
annaspano come naufraghi
in un mare di detriti.
Soggiogati da badesse
che preparano pietanze
con i loro stessi cervelli.
Venerati da amici,
tarlati da ipocrisia ed invidia
che non ammettono i loro fallimenti.
Nel parco dei sogni,
il biancospino apre i suoi fiori ai meritevoli,
agli animi nobili ed ai ricchi di spirito.
Sono i cercatori.
Seguono l'umiltà della formica
e l'astuzia del serpente
per sfuggire alla nullità.
Hanno danzato con i diversi,
addolcito i mostri
e placato i tormenti dei senza -Dio.
Arrivano con la cacciata del levante
e portano nuovi sogni da trapiantare nel parco.
E' loro che io aspetto.
Ho voglia di cambiare le leggi.
Ho voglia di vedere il fiore del biancospino.
Per continuare a vivere.
Per continuare a... sognare.

giovedì, novembre 20, 2008

L’INEDITO, Iago


Pagine correlate da esperienze indigeste.
Le considerazioni vagano come nomadi educati.
Sfoglia la mano sudori voluti.
Quasi mai il vero è figlio della verità.
Lo scaltro scrittore conquista lo schermo,
rimanendo ingessato nella fama d’ottone.
Dal popolo nasce lo scriba sociale,
che narra di vite e non di progetti.
Rimane parlante, più che scrivente…
e chiude il suo giorno sul libro mai scritto.

domenica, settembre 21, 2008

ETICA IMMORALE


L’angelo decaduto è il santo perfetto
e il pontefice è il padre del male.
La morale è nata per rimanere immutabile?
O è possibile commutarla verso altri valori?
Giustizia tramandata da educandi narcisisti.
Il principio è il rebus,
la fine ne segna il teorema.
Il tempio rimane impassibile
e la quasi incolumità dei mercanti
garantisce future schiavitù.
C’è sempre un re che guarda il barbone morire,
le nuove strade assorbono sangue più velocemente di ieri.
Il progresso trasporta grida di dolore
sulle ossa limate a dovere dai guardasigilli dell’odio...
eppure la felicità cerca ancora l’attimo presente.
Pace, Amore, Morale, Morte.
Cambiare le cose rende l’uomo uguale a com’era.
Una nuova versione del bene?
Allora potrei uccidere un neonato
e salvare l’artefice dell’olocausto.
L’inno alla gioia frena il ritmo
sulla costanza della marcia funebre...
le madri pregano anche se non amano
ed i padri fottono anche se non godono...
io rimango lo stesso poeta di sempre,
accetto la noncuranza della vita
che pensa solo ad esistere... come il ricco,
che non vede il cameriere che lo serve.